Risparmiare acqua

L’acqua è un elemento imprescindibile per il benessere dei cittadini, la sostenibilità ambientale e la crescita economica

L’acqua, e l’insieme dei servizi a essa correlati, sono elementi imprescindibili per il benessere dei cittadini, la sostenibilità ambientale e la crescita economica. Il report ISTAT “Le statistiche dell’ISTAT sull’acqua anni 2019-2021” (2022) mette in luce che il volume medio pro-capite erogato giornalmente nelle reti di distribuzione dei capoluoghi di provincia/città metropolitana è di 236 l/ab giorno. In Sardegna, il dato medio è di 195 l/ab giorno, con un massimo in linea con la media nazionale per la città di Cagliari ed un minimo registrato per Sassari pari a 151 l/ab giorno. In Sardegna, negli anni 2019 e 2020, non è stato necessario ricorre a razionamenti idrici, tuttavia la città di Sassari ha risentito pesantemente delle inefficienze delle reti idriche nel periodo dal 2011 al 2018, rendendo necessaria la periodica riduzione di erogazione di acqua. Il report ISTAT di cui sopra mette pure in evidenza che molte famiglie italiane, oltre a riportare disagi per l’irregolarità dell’erogazione della risorsa idrica, esprimono ancora poca fiducia nel bere acqua da rubinetto: in Sardegna nel 2021 il 49,5% delle famiglie (superiore al dato medio nazionale, pari al 28,5%) non consuma acqua di rubinetto per bere, ricorrendo dunque all’acquisto di acqua minerale in bottiglia. Fortunatamente in Italia l’attenzione del singolo cittadino ad evitare gli sprechi di acqua, soprattutto di quella potabile, è stato acquisito dalla popolazione: a tal proposito, i dati ISTAT riportano che nel 2020 ben il 67,4% di persone di 14 anni e più è attenta a non sprecare acqua; in Sardegna tale percentuale sale al valore di 72,5%. Oltre al risparmio della risorsa idrica, è necessario evitare la contaminazione dell’acqua anche con piccoli accorgimenti di vita quotidiana, ad esempio evitando lo scarico in fognatura di sostanze chimiche (farmaci, solventi, vernici, oli ecc.) o non impiegando sostanze nocive sul suolo (es. prodotti per l’agricoltura e il giardinaggio contenenti sostanze chimiche dannose) che, inquinando le falde acquifere, possono dar luogo a problematiche sanitarie per l’uomo e gli animali.

Di seguito, alcune delle principali misure di risparmio e tutela della risorsa idrica da adottare per gli stili di vita ecosostenibili.

Suggerimenti per il risparmio di acqua in ambito domestico

1. Dotare l’impianto idrico di strumenti di monitoraggio dei consumi

I dispositivi di misurazione dei consumi possono essere installati sia nelle abitazioni indipendenti sia nei condomini. Attraverso la tecnologia wireless, l’utente può ricevere informazioni in tempo reale sull’utilizzo dell’acqua e dare un segnale di attenzione in caso di consumi anomali. Altri strumenti, più semplici, rilevano il flusso d’acqua in arrivo allo scarico e, posizionati ad esempio sul piatto doccia, possono essere utilizzati per monitorare il consumo di acqua e dare un segnale di avviso in caso di consumo eccessivo.

Conoscere i consumi è il primo passo del risparmio idrico. In Europa i consumi medi di acqua potabile per uso domestico sono così ripartiti(*):

Settore Consumo (%)
Pulizia personale 35
Sciacquone WC 25
Lavaggio stoviglie 14
Lavaggio indumenti 8
Cucinare e consumo acqua per bere 5
Pulizia casa, giardino, lavaggio auto 5
Altri usi 8

2. Chiudere bene il rubinetto per evitare che l’acqua scorra inutilmente.

Se si chiude l’acqua mentre ci si insapona le mani (es. un minuto), si evita lo spreco di circa 6 litri d’acqua; se ci si lava i denti e si lascia scorrere l’acqua, vengono sprecati fino a 30 litri. Chiudere il rubinetto durante la rasatura consente un risparmio fino a 20 litri di acqua.

3. Mantenere efficiente l’impianto idrico e verificare la presenza di perdite occulte

Un rubinetto che gocciola determina uno spreco di acqua che può arrivare fino ai 5 litri al giorno. Una perdita nella rete idrica domestica causa un notevole spreco d’acqua, dai 30 ai 100 l/giorno.

4. Ottimizzare la temperatura di scaldabagno/caldaia

Questo aspetto è fondamentale non solo per risparmiare energia elettrica o gas ma anche per ridurre le attese di erogazione dell’acqua calda che determinano elevati sprechi.

5. Raccogliere l’acqua fredda non utilizzata in attesa dell’erogazione di quella calda

Effettuare prima le operazioni che richiedono acqua fredda (ad esempio per lavarsi i denti) e poi quelle che richiedono acqua calda (ad esempio per farsi la barba). In attesa dell’erogazione dell’acqua calda, quella ancora fredda può essere accumulata e conservata per altri utilizzi.

6. Recuperare l’acqua di condensa dei condizionatori o dell’asciugatrice

Tale acqua, essendo demineralizzata, è adatta per alcuni usi domestici, come ad esempio per il ferro da stiro o per il lavaggio dei pavimenti, dei sanitari, della rubinetteria, per il bucato a mano, ecc.. Può inoltre essere utilizzata per il riempimento della vaschetta tergicristalli dell’auto.

7. Utilizzare lavatrici sempre a pieno carico

Per un carico di lavatrice (classe A) si impiegano 45 litri. Preferire programmi di lavaggio a temperature non elevate.

8. Preferire i rubinetti con sensori o con rompigetto aerato

Questa tipologia di rubinetti riducono il flusso dell’acqua e hanno maggiore efficacia di lavaggio, avendo cura di mantenerli in efficienza (ad esempio, utilizzando la chiavetta raschiatrice).

9. Consumare preferibilmente acqua di rubinetto

L’acqua erogata dalla rete domestica è sottoposta regolarmente e con elevata frequenza a rigidi controlli di qualità da parte del servizio sanitario locale. Se l’acqua del rubinetto presenta uno sgradevole sapore di cloro, è sufficiente conservarla in un recipiente per qualche minuto prima di consumarla. In molti centri urbani sono presenti i punti di distribuzione di acqua potabile, anche questi soggetti a periodici controlli di purezza e di qualità.

10. Evitare gli sprechi d’acqua in cucina

a) Evitare gli sprechi nella preparazione degli alimenti
Per le operazioni di preparazione degli alimenti o il lavaggio della verdura usare le bacinelle anziché l’acqua corrente. Si calcola che per bere e cucinare vengano consumati circa 6 litri di acqua al giorno pro capite e per lavare i piatti a mano almeno 40 litri. Tuttavia lo spreco può arrivare anche a 12 litri al minuto se non si chiude il rubinetto.
b) Riutilizzare l’acqua di cottura della pasta o del lavaggio delle verdure
L’acqua di cottura della pasta è ricca di amido che ha un ottimo potere sgrassante e può essere riutilizzata per sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie o per annaffiare le piante (se non è salata). Similmente può essere riutilizzata l’acqua di lavaggio di frutta e verdura
c) Utilizzare la lavastoviglie sempre a pieno carico
Si calcola che per un carico di lavastoviglie (classe A) senza prelavaggio vengano utilizzati fino a 15 litri (7 litri in classe A+++). Ottimizzare il carico permette di ridurre il numero di lavaggi e dunque risparmiare acqua.
d) Utilizzare l’acqua raccolta in una bacinella o direttamente nel lavello per il lavaggio manuale dei piatti, della frutta e verdura
Utilizzare l’acqua corrente solo per il risciacquo.
e) Attenzione all’alimentazione
Nelle catene di produzione industriale o artigianale di prodotti alimentari, per la preparazione di alimenti e bevande possono essere necessari elevati quantitativi di acqua potabile. Ridurre il consumo di carne, ad esempio, oltre ad essere un tassello dello stile di vita salutare, è un importante aspetto per ridurre i consumi idrici.

Alimento Litri di acqua necessari per kg di prodotto
Carne di bovino 15.400
Carne di suino 4.000
Carne di pollo 3.900
Patate 800
Grano 1.800
Pasta 1.900
Pizza margherita 1.600
Arance 460
Lattuga 130
Caffè 16.000

11. Evitare gli sprechi d’acqua in bagno
a) Installare sciacquoni a doppio tasto
Ogni utilizzo degli sciacquoni con un solo pulsante di scarico determina lo scarico dai 10 ai 15 litri di acqua. Con l’uso degli sciacquoni a doppio tasto possono essere risparmiati fino a 100 l di acqua al giorno.
b) Scegliere la doccia invece che la vasca da bagno
in questo modo si risparmiano fino a 1.200 litri all’anno. Si stima che per fare un bagno in vasca si consumino mediamente fra i 100 e i 160 litri di acqua mentre per fare una doccia di 5 minuti se ne consumano al massimo 40 litri, ancora meno se si chiude il rubinetto quando ci si insapona.

12. Evitare gli sprechi d’acqua nelle aree esterne (giardino, cortili, parcheggi)
a) Installare sistemi di raccolta per l’acqua piovana per usi non potabili
Evitare di utilizzare l’acqua potabile per innaffiare o per lavare l’auto. Per queste operazioni si può usare l’acqua piovana, ad esempio quella proveniente dai tetti, laddove sia possibile raccoglierla in appositi serbatoi.
b) Utilizzare per l’irrigazione sistemi temporizzati, a goccia o in subirrigazione
Questi sistemi sono più efficienti rispetto all’irrigazione manuale.
c) Irrigare le piante nelle ore meno soleggiate
Prediligere il primo mattino o la sera, affinché il sole non faccia evaporare l’acqua di irrigazione.
d) Coprire la superficie delle piscine con teli per evitare l’evaporazione dell’acqua
e) Prediligere piante adatte al clima locale e a ridotto fabbisogno idrico
f) Effettuare un’adeguata pacciamatura attorno alle piante per mantenere il più possibile l’acqua nel terreno;
g) Utilizzare pavimentazioni drenanti al fine di conservare la naturalità e la permeabilità del sito e favorire la ricarica delle falde;
h) Installare coperture vegetali sui tetti e giardini pensili

Si tratta di soluzioni che permettono di assorbire fino al 50% di acqua piovana e di rallentare il deflusso della pioggia nel sistema idrico della città, riducendo la possibilità di allagamenti in caso di forti precipitazioni. I tetti verdi favoriscono inoltre l’isolamento termico del tetto, riducendo l’effetto albedo (riflessione intensa di luce solare) riducono le polveri sottili e favoriscono un microclima più gradevole.

13. Utilizzare, ove possibile, tecnologie per il riutilizzo delle acque grigie
Sono dette così le acque generate dalle operazioni di igiene personale. Per poterle riutilizzare è necessario un sistema di scarico separato che consenta di convogliare le acque di scarico delle docce, lavabi e vasche e, in alcuni casi, dalle condense dei condizionatori o dalle caldaie, in appositi serbatoi in cui avviene la depurazione delle acque per l’eliminazione di batteri, la filtrazione, la rimozione di elementi in sospensione, ecc.. L’acqua trattata può essere successivamente impiegata per usi “secondari” come lo sciacquone del water, l’irrigazione delle aree verdi, ecc.

14. Ridurre l’inquinamento dell’acqua
Non versare negli scarichi olio da cucina usato, vernici, solventi, farmaci, oggetti solidi (es. cotton fioc, mozziconi di sigarette, farmaci, ecc.) che invece devono essere opportunamente smaltiti come rifiuti domestici.

15. Chiudere l’impianto centrale in caso di periodi prolungati di mancato utilizzo ad esempio, quando si parte per le vacanze.

 

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