Un “ponte” tra Asl e scuole per prevenire il disagio giovanile
L’équipe aziendale della Neuropsichiatria infantile forma gli insegnanti per riconoscere precocemente i disturbi del neurosviluppo tra gli studenti.
Lanusei, 13 febbraio 2026 – Un ponte tra sanità e scuola in favore della prevenzione dei disagi psicologici e comportamentali che colpiscono i più piccoli. È questa la sfida che l’équipe del servizio di Neuropsichiatria infantile, in collaborazione con la Ssd Psicologia della Asl Ogliastra ha voluto raccogliere, portando avanti un progetto di formazione con i docenti delle scuole ogliastrine. Negli ultimi mesi le professioniste del servizio di Neuropsichiatria infantile sono scese in campo sul territorio, incontrando gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. L’obiettivo? Fornire ai docenti strumenti per intercettare precocemente i disturbi psicologici e comportamentali di cui soffrono gli studenti.
Il corso si articola in una serie di incontri operativi che si svolgono a Lanusei, Jerzu e Tortolì con cadenza mensile. Ognuno di essi affronta una tematica diversa relativa ai disturbi del neurosviluppo, come l’Adhd (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), il Dop (disturbo oppositivo provocatorio) e i Dsa (disturbi dell’apprendimento), ma anche temi cruciali come l’inclusione, l’alfabetizzazione emotiva e l’ansia in adolescenza. «Prima di sviluppare questo percorso – spiega Paola Cabiddu, psicologa della Asl Ogliastra e responsabile del progetto – abbiamo somministrato un modulo ai docenti, in modo tale che ci indicassero le tematiche da affrontare e l’approccio da utilizzare». Da qui la costruzione di un corso dal carattere interattivo che, dopo una breve introduzione scientifica dei temi, si concentra soprattutto sulla pratica. «Gli insegnanti vengono coinvolti in esercitazioni e simulazioni di casi clinici reali – continua la dottoressa Cabiddu – in questo modo imparano a utilizzare strumenti che possono servire ad individuare i disagi sofferti dagli alunni e nello stesso tempo ad elaborare strategie di intervento specifiche che possono essere messe in pratica anche nella didattica». I docenti sono guidati dall’équipe della Neuropsichiatria infantile della Asl che comprende neuropsichiatri, psicologi, logopedisti, terapisti della riabilitazione psichiatrica, assistenti sociali ed educatrici professionali: ogni sessione viene seguita da un professionista differente, in base alla problematica che si va ad affrontare. I benefici sono stati immediati: il confronto ha aiutato a migliorare il rapporto tra il mondo della sanità e quello dell’istruzione, contribuendo alla creazione di un linguaggio comune. Questo ha consentito anche una maggiore tempestività delle segnalazioni al servizio di Neuropsichiatria, con una presa in carico più celere dei piccoli pazienti. «Tuttavia – precisa la dottoressa Cabiddu – durante il corso non lavoriamo solo sui disturbi, cerchiamo anche di individuare modalità per migliorare le potenzialità degli studenti».
La risposta delle scuole ogliastrine è stata straordinaria. «Abbiamo ricevuto un riscontro veramente inaspettato – continua Paola Cabiddu – con un numero di adesioni tale da dover raddoppiare gli incontri su alcune tematiche particolarmente sentite. Ogni incontro vede la partecipazione di almeno 30 docenti». Ora l’obiettivo è che questo spazio di confronto possa diventare un percorso di formazione continua, un “raccordo” stabile per garantire il benessere e l’inclusione di tutti gli studenti. «Crediamo tantissimo nel dialogo con il mondo della scuola – conclude la referente del progetto – consolidare questa relazione può evitare che le difficoltà si accumulino, intervenendo prima che diventino croniche o emergenziali».
Ultima modifica
13 Febbraio, 2026