Piano regionale della prevenzione 2020-2025

Il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) e la sua declinazione regionale nei Piani Regionali (PRP) svolgono un ruolo fondamentale di governance e orientamento della prevenzione, favorendo l’integrazione tra le diverse azioni previste dalla normativa vigente o dai Piani di settore. Sia il PNP che il PRP rappresentano, inoltre, strumenti per dare concreta attuazione al Livello Essenziale di Assistenza (LEA) “Prevenzione collettiva e sanità pubblica”.

Il Programma Predefinito PP1 “Scuole che promuovono salute” del Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025 sostiene e favorisce la promozione della salute nel setting scolastico, secondo l’“Approccio globale alla salute” raccomandato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), promosso dalla Rete Europea delle Scuole che promuovono salute (SHE) e recepito dall’Accordo Stato Regioni del 17/01/2019 “Indirizzi di “policy” integrate per la scuola che promuove salute”.
La Scuola è il luogo privilegiato per attuare con successo politiche finalizzate a promuovere il benessere della collettività, in quanto rappresenta un ambiente costante e durevole nella vita di alunni e alunne e, tramite loro, grazie all’importante contributo del personale docente e alla sinergia di diverse professionalità, si può realizzare un’attiva partecipazione delle famiglie, anche attraverso percorsi informativi e formativi.

Il Programma Predefinito PP2, “Comunità attive” fa parte integrante del Piano Regionale della Prevenzione (PRP) della Sardegna 2020-2025. Obiettivo principale è la promozione dell’attività fisica quale strumento necessario a migliorare la salute fisica e mentale della popolazione nelle diverse fasce di età, compresi gli anziani ultra 65enni. Mira inoltre a promuovere l’adozione consapevole di uno stile di vita sano e attivo in tutte le età, al fine di contribuire al controllo delle malattie croniche non trasmissibili e ridurne le complicanze.

Il Programma Predefinito PP3 “Luoghi di lavoro che promuovono salute”, inserito nel Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025, promuove la salute nei luoghi di lavoro secondo il modello Workplace Health Promotion (WHP) dell’OMS. Agisce sui comportamenti modificabili, come alimentazione, fumo, attività fisica e benessere psicologico, per ridurre le malattie croniche non trasmissibili e favorire un invecchiamento attivo e in buona salute.

Le aziende che aderiscono volontariamente costruiscono, con il supporto del Medico Competente, un ambiente che incoraggia stili di vita sani. Datore di lavoro e Medico Competente hanno un ruolo centrale nel guidare e motivare i lavoratori al cambiamento al fine di promuovere salute nei luoghi di lavoro. Questo percorso porta benefici per tutti poiché avere lavoratori più sani si traduce in minori assenze e infortuni, maggiore produttività e benessere collettivo.

Il Piano Mirato di Prevenzione (PMP) costituisce lo strumento in grado di organizzare in modo sinergico le attività di assistenza e di vigilanza alle imprese.
L’attuazione dei PMP – identificati nell’ambito del PP6 sulla base delle specificità territoriali e delle esigenze dettate dalle evidenze epidemiologiche nonché da intervenuti nuovi disposti normativi – mira a promuovere l’adozione di buone prassi/buone pratiche che hanno già dimostrato efficacia nella riduzione del rischio da esposizione all’amianto e al radon e del rischio da sovraccarico biomeccanico (agente della maggior parte delle patologie professionali nel comparto pesca).

Il Programma Predefinito PP7 mira a di ridurre la frequenza degli infortuni gravi nei settori agricoltura ed edilizia, agendo in particolare sui determinanti di tali infortuni, relativi principalmente alle cadute dall’alto per il settore edilizia e all’utilizzo di attrezzature agricole, tra cui i trattori, nel settore agricoltura.

Il Programma Predefinito PP8 persegue gli obiettivi generali di:
– prevenire le malattie professionali muscolo scheletriche nel settore trasporti e logistica;
– prevenire il rischio stress lavoro-correlato (SLC) nel settore sanitario;
– prevenire il rischio cancerogeno professionale per esposizione a polveri di legno duro nel settore lavorazione del legno.